Edui
Gli Edui furono un popolo gallico della celtica, che visse nell'odierna regione francese compresa tra il fiume Arar (Saona) e il Liger (Loira), e non tra l'Arar e il Dubis (Doubs) come dice Strabone (II,3 192). In seguito il loro territorio inglobò anche la maggior parte degli odierni dipartimenti della Saona e Loira, della Costa d'Oro e di Nièvre. Secondo Tito Livio (V, 34), presero parte alla spedizione condotta da Belloveso in Italia nel sesto secolo a.C.
Nome
[modifica | modifica wikitesto]Sono citati come Haedui da Cicerone (metà del I secolo a.C.) e da Cesare (metà del I secolo a.C.), come Haeduos da Livio (fine del I secolo a.C.),[3] come Aedui da Plinio (metà del I secolo d.C.), come "Aidúōn" (Αἰδύων) da Tolomeo (II secolo d.C.), e come "Aídouoi" (Aἴδουοι) da Cassio Dione (III secolo d.C.).
L’etnonimo Aedui è una forma latinizzata del gallico *Aiduoi (sing. *Aiduos), che significa «gli Ardenti». Deriva dalla radice celtica *aidu- («fuoco, ardore», cfr. l’antico irlandese áed «fuoco», il gallese aidd «ardore»), a sua volta proveniente dal proto-indoeuropeo: *h₂eydʰos («legna da ardere», cfr. il sanscrito édhas «falò», il latino aedes «edificio, tempio»).[1][2]
Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Gli Edui occupavano una posizione centrale nella Gallia orientale, sullo spartiacque che divideva i bacini idrografici del Mediterraneo, dell’Atlantico e della Manica. Il loro territorio era delimitato a ovest dalla Loira, che li separava dai Biturigi, e a est dalla Saona, che li separava dai Sequani. A sud si trovavano i loro clienti, i Segusiavi, e le prime propaggini del Massiccio Centrale, controllate dagli Arverni, mentre a nord si estendevano i margini del Morvan e il territorio dei loro clienti, i Mandubii. I porti fluviali di Cabillonum (Chalon-sur-Saône) e Matisco (Mâcon) controllavano il traffico sulla Saona.
Sono noti tre oppida risalenti alla fine del periodo di La Tène: Vieux-Dun (Dun-les-Places), Le Fou de Verdun (Lavault-de-Frétoy) e Bibracte, che occupava una posizione centrale nel sistema economico degli Edui.[3]
Il primo insediamento urbano è quello di Augustodunum, che risale al regno dell'imperatore Augusto. Al 2015, solo una piccola parte dell'area urbana, distribuita in modo disomogeneo e pari all'incirca all'1%, è stata scavata fino ai livelli più antichi, per cui il quadro della città dell'epoca giulio-claudia rimane molto incompleto.[4]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Prima della conquista romana, gli Edui erano una delle principali potenze politiche e militari della Gallia centrale, in competizione per il primato con i loro potenti vicini, i Sequani, i Biturigi e gli Arverni. La loro civitas era un’oligarchia in cui la conduzione degli affari era affidata a un senato, un’assemblea probabilmente composta dai rappresentanti delle grandi famiglie, che aveva sostituito la più antica assemblea del popolo in armi, convocata solo in casi eccezionali come la dichiarazione di guerra.[5]
Gli affari correnti e l’amministrazione della giustizia erano di competenza di un magistrato annuale, il vergobret, eletto per un anno, probabilmente dal senato. Sono noti i nomi di diversi titolari: Dumnorige (circa 60 a.C.), Liscos (58 a.C.), Valetiacos (53 a.C.) e Cotos, la cui elezione contestata nel 52 a.C. fu risolta da Cesare a favore del suo rivale Convictolitave.
Quando i Sequani, tribù che viveva sull'altra sponda dell'Arar e continuamente in contrasto con gli Edui, invasero il territorio di questi ultimi e li sottomisero con l'aiuto del re germanico Ariovisto, gli Edui inviarono Diviziaco a Roma per chiedere aiuto al Senato, ma senza ottenere risultati.
Giunto in Gallia nel 58 a.C., Cesare restituì agli Edui la loro indipendenza. Ciononostante si unirono alla coalizione anticesariana guidata da Vercingetorige, ma dopo la resa di quest'ultimo nell'assedio di Alesia decisero di ricostruire l'antica alleanza. In quanto alleati, gli Edui non furono conquistati, ma ottennero direttamente la cittadinanza romana. La loro capitale fu trasferita da Bibracte a una nuova città, Augustodunum (Autun), fondata ex nihilo per ordine di Augusto alla fine del I secolo a.C. Essa sorgeva a circa venti chilometri a ovest di Bibracte, lungo la strada tracciata sotto Agrippa. Fin dalla sua fondazione, la città era circondata da una cinta muraria lunga circa 6 chilometri che delimitava quasi 200 ettari, un privilegio normalmente riservato alle colonie latine o romane. Assunse il nome del suo fondatore: Augustodunum («la città di Augusto»), dal suffisso gallico -dunum («città, fortezza»).[6]
Nel 21 d.C., sotto il regno dell'imperatore Tiberio Claudio Nerone, si ribellarono guidati dal Giulio Sacroviro e distrussero Augustudunum, ma furono presto sconfitti da Gaio Silio[7].
Sotto Claudio, nel 48 d.C. una delegazione di notabili gallici (i primores Galliae, designati dal consiglio dell’Ara Romae a Lione) presentò una petizione all’imperatore e al Senato per ottenere il diritto di intraprendere la carriera senatoriale a Roma. Claudio appoggiò la richiesta, ma il Senato concesse l’accesso non ai notabili di tutte e tre le Gallie, bensì solo agli Edui in quanto antichi alleati. Gli Edui divennero così i primi Galli ad ottenere il diritto di sedere nel Senato romano, ricevendo il diretto dello ius honorum.
Nel 269–270 d.C., Augustodunum fu assediata per sette mesi e saccheggiata. La città si era schierata a favore dell’imperatore legittimo Claudio II, essendo gli Aedui stati i primi a sollecitare il suo aiuto per riconquistare le Gallie contro l’imperatore gallico Vittorino. Difesa dalla sua popolazione, la città cadde quando i soccorsi che attendeva non arrivarono. La repressione che ne seguì comportò la proscrizione dei notabili della città e la confisca dei loro beni.
La città fu ricostruita sotto la Tetrarchia e sotto Costantino e, nel 312, fu ribattezzata Flavia Aeduorum in onore di Costantino.
Curiosità
[modifica | modifica wikitesto]Il nome di questa tribù è una possibile latinizzazione del nome proprio Heddwyn.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) A. E. Desjardins, Geographie de la Gaule, ii. (1876-1893)
- (EN) T. R. Holmes, Caesar's Conquest of Gaul (1899)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Delamarre, Xavier (2003). Dictionnaire de la langue gauloise : une approche linguistique du vieux-celtique continental (in French) (2nd ed.). Paris: Errance. ISBN 2-87772-369-0.
- ↑ Falileyev, Alexander (2010). Dictionary of Continental Celtic Place-names: A Celtic Companion to the Barrington Atlas of the Greek and Roman World. CMCS. ISBN 978-0955718236.
- ↑ Barral, Philippe; Guillaumet, Jean-Paul; Nouvel, Pierre (2002). "Les territoires de la fin de l'âge du Fer entre Loire et Saône : les Éduens et leurs voisins. Problématique et éléments de réponse". In Garcia, Dominique; Verdin, Florence (eds.). Territoires celtiques : espaces ethniques et territoires des agglomérations protohistoriques d'Europe occidentale (in French). Paris: Errance. pp. 271–296.
- ↑ Labaune, Yannick; Kasprzyk, Michel (2015). "Autun/Augustodunum, cité des Éduens". Gallia (in French). 72 (1). with S. Alix, A. Delor-Ahü, A. Hostein, S. Mouton-Venault, P. Nouvel and S. Venault: 195–215. doi:10.4000/gallia.1521.
- ↑ Kruta, Venceslas (2000). Les Celtes, histoire et dictionnaire : des origines à la romanisation et au christianisme (in French). Paris: Robert Laffont. ISBN 2-221-05690-6.
- ↑ Hostein, Antony (2012). La cité et l'Empereur : les Éduens dans l'Empire romain d'après les Panégyriques latins (in French). Paris: Éditions de la Sorbonne. doi:10.4000/books.psorbonne.9128. ISBN 978-2-85944-712-0.
- ↑ Tacito Annali, III, 43-46
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) E. Badian, Aedui, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh96002718 · J9U (EN, HE) 987007546709805171 |
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